NOTIZIE

La bancarotta fraudolenta

L’art. 322 CII disciplina le principali condotte di bancarotta fraudolenta dell’imprenditore fallito, tra cui la distrazione del patrimonio, l’alterazione delle scritture contabili e la concessione di indebite preferenze ai creditori. L’art. 329 CII estende la responsabilità per bancarotta fraudolenta anche ad amministratori, direttori generali, sindaci, liquidatori e all’amministratore di fatto, prevedendo le medesime pene quando tali soggetti realizzino le condotte tipizzate o contribuiscano a cagionare il dissesto mediante reati societari o operazioni dolose, oppure omettano di impedire fatti illeciti dei quali fossero a conoscenza.

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L’amministrazione di fatto

L’art. 2639 c.c. estende la responsabilità degli amministratori anche a chi, pur senza nomina formale, eserciti in modo continuativo e significativo i poteri tipici della gestione societaria. La giurisprudenza ha così equiparato l’amministratore di fatto a quello di diritto, riconoscendogli gli stessi doveri e profili di responsabilità in caso di mala gestio o violazione degli obblighi di corretta amministrazione.

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La stabile organizzazione

Previsto dall’art. 162 TUIR, il concetto di stabile organizzazione costituisce il fulcro per individuare la residenza fiscale delle società estere operanti in Italia. L’analisi ricostruisce il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento, evidenziando la portata della “stabile organizzazione occulta” e le conseguenze penali derivanti dall’omessa dichiarazione dei redditi.

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Dissesto e adeguati assetti nelle società di capitali

Nel contesto del diritto societario, l’articolo approfondisce il ruolo degli adeguati assetti organizzativi nella prevenzione della crisi d’impresa, del dissesto e dell’insolvenza nelle società di capitali, quale fondamento della corretta governance aziendale. Alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), vengono analizzate la funzione preventiva degli assetti e il perimetro della responsabilità degli amministratori, richiamando i più recenti orientamenti giurisprudenziali e le prospettive evolutive della Corte di Cassazione.

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L’impatto della nuova legge in materia di intelligenza artificiale sul diritto penale d’impresa

Con la Legge 23 settembre 2025, n. 132, l’Italia introduce il primo quadro organico sull’intelligenza artificiale, in attuazione e coordinamento con l’AI Act europeo. La riforma incide in modo significativo sul diritto penale d’impresa, estendendo il perimetro della responsabilità penale e amministrativa connessa all’uso di sistemi intelligenti. Al centro vi è la gestione del rischio algoritmico e l’adeguamento dei modelli di compliance aziendale previsti dal D.Lgs. 231/2001.

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