NOTIZIE

Gli strumenti finanziari partecipativi

Nell’ambito del diritto societario, accanto alle azioni e alle obbligazioni, il codice civile prevede gli Strumenti Finanziari Partecipativi, strumenti intermedi che non conferiscono la qualità di socio, ma nemmeno costituiscono un mero rapporto di credito. A fronte di un apporto, il titolare degli SFP acquisisce diritti patrimoniali e/o amministrativi, come disciplinati dallo Statuto. Gli SFP sono strumenti finalizzati a reperire investimenti nell’interesse dell’attività di impresa e, nelle Start-Up e nelle PMI, consentono di reperire investimenti senza necessità di disgregare l’assetto sociale.

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L’organismo di vigilanza nel modello 231

Con l’introduzione del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, il Legislatore ha introdotto la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”. Un ruolo centrale nella costruzione e nel monitoraggio del Modello 231 è costituito dal c.d. OdV (Organismo di Vigilanza), cui sono conferiti poteri di iniziativa e di controllo della conformità dei comportamenti aziendali rispetto a quanto previsto dal Modello. La nomina di un OdV, le sue caratteristiche e i relativi profili di responsabilità rientrano tra gli aspetti essenziali nell’ambito della 231.

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Il contratto preliminare e il patto di opzione

Il contratto preliminare e il patto di opzione vengono in rilievo tra le fattispecie c.d. preparatorie, nella fase che viene definita “delle trattative” o “fase pre-contrattuale”. Il contratto preliminare è il contratto attraverso cui le parti si obbligano alla stipula di un contratto futuro e distinto, detto “definitivo”; il patto di opzione è regolato dall’art. 1331 c.c. e stabilisce la possibilità di prevedere che una delle parti rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l’altra abbia facoltà di accettarla o meno. Entrambi fungono da atti preparatori per la stipula di un contratto definitivo, ma il contratto preliminare e il patto di opzione hanno natura e caratteristiche molto diverse.

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Direttiva UE “Case Green” – A che punto siamo?

Entro il 29 maggio 2026 l’Italia deve dare attuazione alla direttiva UE “Case Green” (EPBD IV), con il dichiarato obiettivo di decarbonizzare il patrimonio edilizio europeo entro il 2050. La Direttiva impone a ogni Stato membro il raggiungimento di precisi obiettivi tassativi e guarda all’intero ciclo edilizio. L’Italia non ha ancora recepito la Direttiva né presentato il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.

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Il sequestro della documentazione contabile nelle indagini preliminari

L’art. 253 c.p.p. consente all’autorità giudiziaria di disporre con decreto motivato “il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato per l’accertamento dei fatti”. Nei reati societari e tributari, le scritture contabili sono spesso il corpo del reato; il sequestro deve avvenire rispettando i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità. Qualora la documentazione contabile sia contenuta in supporti informatici, solo il contenuto della copia-fine può costituire oggetto di indagine.

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La Eu-Inc: la nuova forma societaria europea

Attualmente in Europa, ciascuno dei 27 Paesi membri disciplina le forme societarie autonomamente, con la conseguenza che la legislazione è estremamente frammentata. Il 18 marzo 2026, la Commissione europea ha presentato una proposta di legge con cui ha elaborato una nuova forma societaria uniformata per tutti i Paesi membri: la Eu-Inc, pensata con caratteristiche semplificate quale punto di partenza per il 28° regime dell’Ue. La raccomandazione n. 2026/720 definisce impresa innovativa, start-up innovativa e scale-up innovativa; la Eu-Inc è pensata quale forma societaria per aziende che hanno questi requisiti.

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L’obbligo di rinegoziazione nei contratti di appalto tra privati

L’art. 9 del Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. n. 36/2023) introduce l’obbligo di rinegoziare il contenuto del contratto in presenza di eventi eccezionali e/o imprevedibili che alterano in modo sensibile l’equilibrio negoziale. Nei rapporti tra privati manca una disposizione di legge che accorda tale diritto, ma la giurisprudenza ha chiarito che i principi generali di buona fede e correttezza impongono l’obbligo di rinegoziare il contratto al verificarsi di sopravvenienze che alterano il sinallagma contrattuale oltre l’alea normale. Nel presente contributo si esaminano tali profili con riferimento ai contratti di appalto tra privati.

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L’elemento soggettivo del reato

L’elemento soggettivo del reato coincide con la colpevolezza dell’agente e rileva nella valutazione della responsabilità penale. Nell’ambito della teoria tripartita del reato, la colpevolezza si affianca al fatto tipico e all’antigiuridicità e si manifesta nelle forme del dolo, della colpa e della preterintenzione. Il dolo costituisce il criterio generale di imputazione dei delitti, mentre la colpa è un criterio di imputazione residuale previsto nei casi stabiliti dalla legge. In questo approfondimento sono esaminate le diverse forme dell’elemento soggettivo del reato e il loro rilievo nella valutazione della responsabilità dell’imputato.

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Dolo determinante e dolo incidente

Il dolo determinante e il dolo incidente costituiscono, nel sistema dei vizi del consenso disciplinati dall’art. 1427 c.c., due distinte ipotesi di dolo nella conclusione del contratto, regolate rispettivamente dagli artt. 1439 e 1440 c.c. Il dolo determinante ricorre quando i raggiri sono tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe concluso il contratto, con conseguente annullabilità dello stesso. Il dolo incidente, invece, non incide sulla validità del contratto ma sulle condizioni alle quali esso è stato concluso, comportando la responsabilità risarcitoria del contraente in mala fede. In questo approfondimento sono esaminati i presupposti delle due fattispecie e le relative conseguenze secondo il codice civile e la giurisprudenza richiamata.

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