NOTIZIE

Norberto Salza

L’elemento soggettivo del reato

L’elemento soggettivo del reato coincide con la colpevolezza dell’agente e rileva nella valutazione della responsabilità penale. Nell’ambito della teoria tripartita del reato, la colpevolezza si affianca al fatto tipico e all’antigiuridicità e si manifesta nelle forme del dolo, della colpa e della preterintenzione. Il dolo costituisce il criterio generale di imputazione dei delitti, mentre la colpa è un criterio di imputazione residuale previsto nei casi stabiliti dalla legge. In questo approfondimento sono esaminate le diverse forme dell’elemento soggettivo del reato e il loro rilievo nella valutazione della responsabilità dell’imputato.

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Il reato di corruzione tra privati

Il reato di falso in bilancio è qui esaminato sotto il profilo dei soggetti attivi, della natura di reato proprio e di pericolo, delle condotte commissive e omissive e del dolo specifico. Sono richiamate le fattispecie di cui agli artt. 2621 e 2622 c.c., come modificati dalla l. 27 maggio 2015, n. 69, nonché le distinzioni tra falso oggettivo, valutativo e qualitativo, alla luce dei principi affermati dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 27 maggio 2016, n. 22474. Su tali basi si sviluppa l’analisi sistematica della disciplina.

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Il reato di falso in bilancio

Il reato di falso in bilancio è qui esaminato sotto il profilo dei soggetti attivi, della natura di reato proprio e di pericolo, delle condotte commissive e omissive e del dolo specifico. Sono richiamate le fattispecie di cui agli artt. 2621 e 2622 c.c., come modificati dalla l. 27 maggio 2015, n. 69, nonché le distinzioni tra falso oggettivo, valutativo e qualitativo, alla luce dei principi affermati dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 27 maggio 2016, n. 22474. Su tali basi si sviluppa l’analisi sistematica della disciplina.

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La bancarotta fraudolenta

L’art. 322 CII disciplina le principali condotte di bancarotta fraudolenta dell’imprenditore fallito, tra cui la distrazione del patrimonio, l’alterazione delle scritture contabili e la concessione di indebite preferenze ai creditori. L’art. 329 CII estende la responsabilità per bancarotta fraudolenta anche ad amministratori, direttori generali, sindaci, liquidatori e all’amministratore di fatto, prevedendo le medesime pene quando tali soggetti realizzino le condotte tipizzate o contribuiscano a cagionare il dissesto mediante reati societari o operazioni dolose, oppure omettano di impedire fatti illeciti dei quali fossero a conoscenza.

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L’amministrazione di fatto

L’art. 2639 c.c. estende la responsabilità degli amministratori anche a chi, pur senza nomina formale, eserciti in modo continuativo e significativo i poteri tipici della gestione societaria. La giurisprudenza ha così equiparato l’amministratore di fatto a quello di diritto, riconoscendogli gli stessi doveri e profili di responsabilità in caso di mala gestio o violazione degli obblighi di corretta amministrazione.

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La stabile organizzazione

Previsto dall’art. 162 TUIR, il concetto di stabile organizzazione costituisce il fulcro per individuare la residenza fiscale delle società estere operanti in Italia. L’analisi ricostruisce il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento, evidenziando la portata della “stabile organizzazione occulta” e le conseguenze penali derivanti dall’omessa dichiarazione dei redditi.

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L’impatto della nuova legge in materia di intelligenza artificiale sul diritto penale d’impresa

Con la Legge 23 settembre 2025, n. 132, l’Italia introduce il primo quadro organico sull’intelligenza artificiale, in attuazione e coordinamento con l’AI Act europeo. La riforma incide in modo significativo sul diritto penale d’impresa, estendendo il perimetro della responsabilità penale e amministrativa connessa all’uso di sistemi intelligenti. Al centro vi è la gestione del rischio algoritmico e l’adeguamento dei modelli di compliance aziendale previsti dal D.Lgs. 231/2001.

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